Passare dal Québec all’Ontario è stata una vera e propria esperienza di comprensione di ciò che è il Canada. Un lungo viaggio in treno da Québec Cité alla capitale federale, Ottawa, accompagnato da una pianura sconfinata, dall’incrocio con lunghissimi treni merci, fiumi, ponti e strutture produttive di dimensioni che, sino ad oggi, avevo potuto vedere in pochi altri luoghi.
Ottawa, la capitale
Ottawa, capitale federale, sorge di fatto sul confine tra Ontario e Québec, di fronte alla città québécoise di Gatineau. Una collocazione che già geograficamente racconta qualcosa del Canada e dei suoi equilibri.

La visita al Parlamento canadese, alla Camera dei Comuni e al Senato mi ha permesso di approfondire un modello federale e democratico particolarmente interessante. I palazzi parlamentari sono interessati da un vastissimo intervento di ristrutturazione e riorganizzazione, ma questo non impedisce di compiere una visita ricca di storia e di comprendere meglio il funzionamento delle istituzioni politiche canadesi.
Altrettanto significativa è stata la visita al Canadian War Museum, una struttura imponente che consente di attraversare una parte importante della storia del Paese: dai conflitti con le Prime Nazioni alla battaglia delle Pianure di Abraham, sino alla partecipazione alla Prima guerra mondiale, che ha segnato profondamente la società canadese, e poi alla Seconda guerra mondiale e alle successive missioni internazionali. Impressionante anche la grande collezione di mezzi corazzati e militari, difficilmente comparabile con quelle che avevo avuto occasione di vedere altrove. Un vero bagno di storia.

Anche a Ottawa non è mancata una tappa al ByWard Market, così come una passeggiata lungo le sponde del Rideau Canal. Sono luoghi che restituiscono una capitale forse meno monumentale di altre, ma a misura d’uomo e nella quale la dimensione istituzionale convive bene con quella quotidiana.
Direzione Toronto
Qui il cambio di atmosfera è immediato. Toronto è una città moderna, vivissima, con uno skyline straordinario nel quale gli altissimi grattacieli convivono con gli impianti sportivi e con le vecchie strutture industriali in mattoni, recuperate e trasformate, come nel Distillery District.

Visita quasi obbligata alla CN Tower, cena nel Financial District, passeggiate lungo le principali vie della città e una mattinata dedicata a Casa Loma e al Royal Ontario Museum. Una crociera nel porto mi ha poi regalato, sul finire della giornata, una delle immagini più belle del viaggio: lo skyline di Toronto visto dall’acqua, con il Lago Ontario che sembra non finire mai.

A Toronto, forse ancora più che nelle tappe precedenti, si percepisce la vicinanza degli Stati Uniti. Non soltanto nell’architettura e nelle dimensioni della città. Le conversazioni ascoltate nei bar, nei grandi centri commerciali come l’Eaton Centre o tra i banchi del St. Lawrence Market finivano spesso sulla “guerra commerciale” con gli Stati Uniti e sulle conseguenze del confronto tra Donald Trump e Mark Carney. La geografia, anche qui, diventa politica ed economia: vivere accanto alla più grande potenza mondiale significa beneficiarne, ma anche misurarsi continuamente con il peso di quella vicinanza.
E, a parte tutto, viva il Lago Ontario!

Ultima tappa alle Cascate del Niagara, con la salita sulla Skylon Tower e soprattutto la visita alla vecchia centrale idroelettrica. Per chi viene da una terra come la Valle d’Aosta, nella quale acqua ed energia hanno segnato profondamente lo sviluppo economico e industriale, era difficile non esserne affascinati. La visita consente anche di percorrere il grande tunnel che un tempo convogliava verso il fiume l’acqua utilizzata dalla centrale, arrivando sino a un punto di osservazione quasi ai piedi delle cascate.
Che dire, dunque? Anche questa parte del viaggio è stata un’esperienza capace di arricchire e di allargare lo sguardo.

Viaggiare permette certamente di conoscere luoghi e persone, ma serve soprattutto a mettere in discussione le proprie categorie. E credo che esperienze di questo tipo siano particolarmente utili per chi ha responsabilità pubbliche: vedere come altre comunità organizzano le proprie istituzioni, amministrano territori immensi, convivono con identità linguistiche e culturali differenti, valorizzano la propria storia e affrontano i rapporti con i vicini aiuta inevitabilmente a guardare con occhi diversi anche casa propria.
Il Canada, da questo punto di vista, mi ha lasciato parecchie domande e qualche idea in più. Ed è forse uno dei migliori risultati che si possano chiedere a un viaggio.
Canada, à bientôt!