Perché parlare di sugar tax?

Sugar tax

Perché parlare di sugar tax?

Perché parlare di sugar tax? 1024 1024 Stefano Aggravi

Perché parlare di sugar tax? La sugar tax, ovvero l’imposta sul consumo di bevande analcoliche edulcorate, è destinata a entrare in vigore in Italia il 1° luglio 2025. Eppure, il dibattito politico e istituzionale che si sta sviluppando attorno a questo provvedimento è tutt’altro che scontato, soprattutto se si guarda alle sue ricadute concrete sui territori, come la Valle d’Aosta.

Che cosa è la “sugar tax”?

Introdotta con la legge di bilancio del 2020, la sugar tax è un’imposta correttiva che prevede:

  • 10 euro per ettolitro per i prodotti finiti;
  • 0,25 euro per kg per i prodotti destinati alla diluizione.

L’obiettivo dichiarato è quello di incentivare una migliore alimentazione scoraggiando il consumo di bevande zuccherate. Tuttavia, come emerso nel dibattito in Consiglio regionale, non mancano forti perplessità sulla reale efficacia e sull’impatto economico di questa misura.

Una mozione per dire “no”

Il gruppo consiliare Rassemblement Valdôtain, insieme al gruppo Misto, ha presentato una mozione per chiedere al Governo regionale e ai Parlamentari valdostani di:

  • attivarsi in ogni sede istituzionale per evitare l’entrata in vigore della sugar tax;
  • monitorare con attenzione l’evoluzione del quadro normativo nazionale;
  • riferire al Consiglio sugli sviluppi della questione.

Secondo Rassemblement Valdôtain, si tratta di un’imposta ideologica, inefficace rispetto agli obiettivi dichiarati e potenzialmente dannosa per settori cruciali dell’economia regionale, come il comparto produttivo, la ristorazione e il turismo. Studi di settore stimano un aumento medio della fiscalità del 28% sui prodotti interessati.

Le criticità per la Valle d’Aosta

Parlare di sugar tax non è un tema lontano dalla nostra realtà. La Valle d’Aosta ospita imprese attive nella produzione di bevande, distillati e preparazioni artigianali, che potrebbero essere fortemente penalizzate dall’imposizione fiscale.

Anche il settore turistico, ricettivo e della somministrazione rischia di subire ripercussioni significative: piccoli rincari sulle forniture potrebbero tradursi in aumenti per gli utenti finali e in effetti distorsivi sul mercato, soprattutto nei territori più piccoli e fragili come il nostro.

Una posizione politica chiara

Durante il dibattito consiliare, stupisce l’astensione di gruppi come la Lega VdA, in apparente dissenso rispetto a Forza Italia, che invece ha votato con RV a favore della mozione. Anche il Presidente della Regione si è astenuto, sostenendo che la tassa potrebbe avere effetti positivi se i fondi venissero destinati a campagne di educazione alimentare. Una visione rispettabile, ma che rischia di non considerare l’impatto immediato e concreto sui nostri territori.

La sugar tax non è la risposta!

Se è vero che occorre promuovere una migliore alimentazione, non è con una nuova tassa che si ottiene un cambiamento culturale. Lo ha ricordato Rassemblement Valdôtain nel suo intervento: serve un’azione seria, strutturata e condivisa, non una misura punitiva e potenzialmente inefficace.

La Valle d’Aosta non può restare in silenzio di fronte a decisioni che mettono a rischio il proprio tessuto economico e sociale, senza fornire vere garanzie di miglioramento per la salute pubblica. 

Qui il testo della mozione.